Caos tamponi Lazio, La Gazzetta dello Sport: “La Procura riparte dall’inizio”

La Gazzetta dello Sport torna a occuparsi del caso tampone che ha coinvolto la Lazio, perso ieri a causa di Covid Luiz Felipe. Le due inchieste procedono sull’asse Roma-Avellino, e seguono un percorso separato da quello dell’inchiesta della procura della Figc: “Gli investigatori ‘calcistici’ – si legge – si concentrano anche sul presunto inizio della vicenda, un mese prima, al momento della ricerca della UEFA di fronte alla trasferta di Bruges. La Lazio, però, non è l’unica a non farlo. Lo scopo dell’inchiesta è quello di verificare se tutte le leggi che vengono causate in caso di positività sono state messe in atto in termini di esclusione per chi ha sviluppato l’infezione, e di quarantena (che può essere predisposta solo per la ASL) per il contatto ravvicinato: “E per raggiungere questo obiettivo – dice il Rosy – il procuratore federale deve, nel frattempo, ricreare l’intera lista positiva nel variou.

È anche importante verificare quali sono stati i protocolli per sanzionare la “negationalization” dell’atleta, ben prima del minimo di dieci giorni necessari per legge in quel momento: “Se l’interpretazione di questo passaggio – spiega il giornale – è stata data dal personale sanitario bianco-celeste o se è stata condivisa con la ASL” Per il Lazio almeno prima del famoso venerdì dei tamponi della discordia” c’erano solo comunicazioni telefoniche tra i club e la ASL. Successivamente, si è parlato da parte del club biancoceleste di contatti quotidiani con la ASL professionale prima della recente disputa sul tema su cui è dovuta la comunicazione alla ASL: per il Lazio deve essere il laboratorio di Avellino, per la difesa del laboratorio non lo è.

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